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"Consulenti politici vogliono
regole chiare"
.COM
22 febbraio 2002
Continua a suscitare reazioni e
commenti la proposta lanciata da Marco Marturano di avviare un dibattito
che porti alla creazione di una nuova associazione dei consulenti
politici italiani. E se tutti concordano sulla necessità
di confrontare quanto prima le idee dei professionisti attivi nel
mondo del marketing politico, ognun cerca di apportare nuovi argomenti
ala discussione. " Si tratta di dare vita a un organismo che
non sia né una coorporazione né una lobby" -
dice Francesco Pira, docente di comunicazione politica all'Università
di Trieste nonchè dal prossimo primo febbraio neo-vicedirettore
del quotidiano Ultime Notizie di Reggio Emilia. "Bisogna evitare
-spiega Pira- che molti consulenti attivi durante le campagne elettorali
accettino di lavorare gratuitamente con la speranza che il politico
eletto li chiami poi a far parte della propria squadra adetta alle
relazioni esterne. Deve essere afermato il diritto ad essere retribuiti
intanto per il proprio lavoro di consulenza e quindi distinguere
nettamente l'attività di marketing elettorale da quella che
poi dovrà essere invece la comunicazione politico istituzionale".
Pira non dimentica il ruolo centrale che potranno avere tutti gli
studenti che hanno intrapreso percorsi formativi legati alla comunicazione
politica.
"Un associazione che voglia davvero distinguersi, dovrà
dare ampio spazio alla formazione, con corsi di aggiornamento continui
per tutti coloro che vorranno gravitare nel mondo della politica.
E' ora di sfatare il mito secondo cui la comunicazione serve a far
diventare belli dei candidati brutti: è molto di più
-conlude Pira- e spero che l'organismo di categoria che abbiamo
intenzione di far nascere riesca finalmente a farlo capire a tutti".
Favorevole alla nascita di un nuovo soggetto che rappresenti la
categoria dei consulenti politici è anche Marco Cacciotto,
il quale sottolinea con forza la necessità di giungere uniti
e numerosi all'appuntamento con una nuova associazione.
"Credo nell'assoluta necessità di un fruttuoso e sincero
dibattito preliminare -dice Cacciotto- proprio perchè bisogna
riuscire a far decollare questo progetto con un numero rilevante
di di soggetti. Il mercato della consulenza è ancora troppo
piccolo perchè si creino più associazioni di categoria:
bisogna elaborare un programma comune di azione e raccogliere il
maggior numero di adesioni". Chiari e precisi sono gli obbiattivi
che Cacciotto si propone di raggiungere in questa prima fase di
discussione. "Dobbiamo cercare di capire materialmente quante
persone fanno il nostro stesso mestiere -spiega Cacciotto- Definire
quali sono le prestazioni offerte, le tariffe applicate, il tipo
di formazione di base richiesta. Ecco perchè la mia idea
è quella di creare un punto di incontro per tutti, che potrebbe
essere un evento organizzato, oppure un forum attivato su un sito
internet creato ad hoc".
Anche Francesco Quistelli di spincom appare interessato al tavolo
di confronto apertosi con la proposta di Marturano.
"Sono d'accordo che si crei un gruppo di studio che elabori
un codice etico che renda più rispettabile e seria l'attività
di consulente politico -dice Quistelli.- Non credo sia necessario
invece delineare con rigidità i confini della nostra professione,
nella quale bisogna lasciare ampio spazio alla fantasia, che spesso
viene poi premiata dal mercato". E coglie l'occasione per lanciare
subito una proposta. " Perchè quando un parlamentare
rilascia una dichiarazione -spiega Quistelli- sotto al suo nome
non compaia anche un riferimento al collegio in cui è stato
eletto: sarebbe un primo modo per instaurare un rapporto più
diretto con il proprio elettorato di riferimento".
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